Congedo parentale 2026, esteso fino ai 14 anni dei figli vale per i dipendenti pubblici?

Il congedo parentale previsto dalla nuova normativa non riguarda i dipendenti pubblici, strano però, considerato che il pubblico impiego è in privatizzazione (o “contrattualizzazione”) in Italia dal D.Lgs. 29/1993, e consolidato col D.Lgs. 165/2001, che ha esteso il diritto privato e la contrattazione collettiva al lavoro pubblico, superando il previgente modello pubblicistico.

Infatti, come per i dipendenti privati è stato adeguato l’orario di visita fiscale per gli impiegati pubblici ugualmente dalle ore 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00.

Non vedo il motivo e le ragioni sottese a questa differenza di trattamenti tra pubblici e privati dipendenti, d’altronde i figli dei dipendenti privati sono altrettanto uguali ai figli dei dipendenti pubblici.

In ogni caso, ma senza restare indifferenti, dal primo gennaio scorso sono entrate in vigore significative novità in materia di congedo parentale, introdotte dalla legge 199/2025 – la manovra 2026 – e chiarite dall’Inps con il messaggio n. 251 del 26 gennaio. La riforma ha il pregio di ampliare in modo rilevante l’arco temporale entro cui i genitori possono fruire di questo beneficio, rivolgendosi però come prima dicevo, esclusivamente alcune categorie di lavoratori.

Vediamo allora quali sono.

La novità normativa in oggetto riguarda i soli lavoratori con un contratto di lavoro subordinato. Quindi, permangono identici al passato i limiti temporali per le altre categorie. In particolare:

  • per gli iscritti alla Gestione separata Inps, il congedo parentale continua a essere fruibile entro i 12 anni di vita del figlio in caso di nascita e sempre entro 12 anni dall’ingresso in famiglia, in caso di adozione o affidamento preadottivo;
  • per i lavoratori autonomi, il congedo parentale c’è ma in modo limitato al primo anno di vita del figlio, oppure a un anno dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento.

all’8 gennaio scorso i genitori lavoratori dipendenti possono, così, presentare la domanda di congedo parentale, secondo i nuovi limiti temporali.

La richiesta può essere fatta soltanto via web e l’Inps tiene a precisare che, qualora tra il primo gennaio e l’8 gennaio scorso non sia stato possibile presentare la domanda per motivi tecnici, sarà comunque consentito presentare la domanda in un momento successivo, anche per periodi di congedo già fruiti in quel lasso di tempo.