La casta si alza lo stipendio: altro che aumenti nel pubblico impiego

Una delibera del Cnel aumenta i compensi dei vertici: dagli 850mila euro iniziali a uno stanziamento di quasi due milioni

Brunetta si alza lo stipendio da 250mila a 310mila euro all’anno, e i lavoratori pubblici e privati non arrivano a fine mese.

Quando si dice che il pesce puzza dalla testa!

Scendiamo in campo per opporci altro che marce inutili.

Si è aumentato lo stipendio al Cnel di cui è presidente, da 250mila a 310mila euro all’anno. E con lui tutti i suoi dirigenti, facendo raddoppiare la spesa per le retribuzioni del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro», scrive su Facebook Nicola Fratoianni di Avs.

«Ed è proprio lo stesso Brunetta – prosegue – che si è duramente opposto al salario minimo di 9 euro lordi l’ora. Sono davvero senza vergogna alcuna. Grandi aumenti per se stessi e briciole per gli altri quando si tratta di rinnovare i contratti e adeguarli al costo della vita, come si vede dal contratto dei lavoratori della scuola. Avida, predatoria e senza vergogna: questa è la destra al governo del Paese». (si legge su MSN).

Ma oggi da Palazzo Chigi trapela l’irritazione di Giorgia Meloni per la notizia dell’aumento dello stipendio deciso dal presidente del Cnel, Renato Brunetta, avvalendosi della sentenza della Corte Costituzionale di abolire il tetto dei 240mila euro annui per i dirigenti pubblici. Una decisione «non condivisibile», ritiene la premier così come è «inopportuna» la decisione relativa all’adeguamento del compenso.

Brunetta: revocherò l’aumento dei compensi: prima se li aumenta e poi li vuole diminuire

Questi sono i dirigenti dello Stato, uno scempio.

«Provvederò a revocare con effetto immediato la decisione assunta in Ufficio di Presidenza, relativa al recepimento» lo dichiara in una nota il presidente del Cnel Renato Brunetta in riferimento alla decisione del Cnel di innalzare i compensi dei propri vertici a partire da quello dello stesso presidente elevandolo a 311mila euro.