I caregiver familiari: il diritto agli accomodamenti ragionevoli

Oltre alla novità per chi usufruisce della Legge 104, prevista dal 2026 con un aumento di10 ore di permessi retribuiti aggiuntivi per i dipendenti pubblici, si aggiunge finalmente per il cargiver familiare il diritto all’accomodamento ragionevole sul luogo del lavoro.

In Italia, la platea dei beneficiari comprende tutti coloro che, secondo la Legge 205/2017, si identificano come caregiver familiari, con una particolare attenzione su chi assiste familiari con disabilità.

Sto parlando del caregiver familiare che si prende cura e assiste un familiare – coniuge, partner di unione civile, parente o affine entro il secondo grado – che ha ottenuto il riconoscimento di handicap in situazione di gravità, condizione che già oggi garantisce l’accesso a diverse agevolazioni e tutele previste dalla normativa italiana.

Senza se e senza ma, senza mezzi termini interpretativi aziendali  il datore di lavoro pubblico o privato ha un obbligo positivo di agire quando un dipendente caregiver familiare di persona con disabilità avanza richieste di adattamento lavorativo.

Non può più trincerarsi dietro un rifiuto automatico basato sulla rigidità dell’organizzazione aziendale. Al contrario, le pubbliche amministrazioni devono necessariamente avviare un dialogo costruttivo con il lavoratore e valutare attivamente l’adozione di accomodamenti ragionevoli.

Pertanto finora l’articolo 5 della direttiva 2000/78, si intendeva applicato quasi esclusivamente ai lavoratori con disabilità diretta, invece ora grazie alla sentenza della Corte di Giustizia Europea,  i cui effetti si propagheranno automaticamente in tutti i 27 Stati membri dell’Unione, si estende ora de facto anche ai caregiver familiari che assistono persone con disabilità grave.

Si apre così una nuova frontiera per il diritto del lavoro europeo, una che finalmente riconosce che un lavoratore non è soltanto una risorsa produttiva, ma una persona complessa inserita in una rete di affetti, responsabilità familiari e doveri di cura verso persone con disabilità grave. I caregiver familiari acquisiscono ora un ulteriore e potentissimo strumento: il diritto agli accomodamenti ragionevoli, che completa e potenzia il quadro normativo di protezione esistente (afferma il brocardi.it sito autorevole di legge).

Adesso sindacati e aziende non devono starsene con le mani in mano, ma devono immediatamente convocare un’assemblea e provvedere con forza ad inserire nei contratti di lavoro clausole specifiche per la tutela dei caregiver, che si andranno ad aggiungere alle previsioni già esistenti per i lavoratori che assistono familiari con handicap grave, come i 3 giorni al mese, il congedo di 24 mesi.

Se non lo sapevi è stato istituito l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità.

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 54 del 5 marzo 2024 il decreto legislativo 5 febbraio 2024, n. 20, che ha istituito l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, organo collegiale composto da tre membri: il presidente e due componenti nominati dai Presidenti della Camera e del Senato.

La sua istituzione è attiva dal 1° gennaio 2025 e dovrebbe rappresentare un passo avanti significativo nella protezione e nella promozione dei diritti delle persone con disabilità in Italia. Infatti, la nuova Autorità Garante nazionale si impegna a contrastare i fenomeni di discriminazione diretta e indiretta, assicurando che le persone con disabilità possano godere pienamente dei loro diritti e libertà fondamentali, operando in attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità di New York del 13 dicembre 2006, ratificata e resa esecutiva con legge 3 marzo 2009, n. 18.

Il Garante esercita le seguenti funzioni:

con riferimento alle barriere architettoniche o sensopercettive può proporre all’amministrazione competente un cronoprogramma per rimuoverle, vigilando sull’avanzamento. Nei casi di urgenza, può, anche d’ufficio, a seguito di un sommario esame circa la sussistenza di una grave violazione del principio di non discriminazione in danno di una o più persone con disabilità, proporre l’adozione di misure provvisorie.

vigila sul rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali e ne promuove l’effettivo godimento; 

riceve le segnalazioni, anche tramite l’attivazione di un centro di contatto dedicato, e svolge verifiche, d’ufficio o a seguito di segnalazione, sull’esistenza di fenomeni discriminatori; 

promuove la cultura del rispetto dei diritti delle persone con disabilità e i rapporti di collaborazione con i Garanti e gli altri organismi pubblici in relazione alla tutela dei diritti delle persone con disabilità; 

assicura la consultazione con le organizzazioni e con le associazioni rappresentative delle persone con disabilità ed effettua le visite agli istituti penitenziari; 

agisce e resiste in giudizio a difesa delle proprie prerogative; 

verifica l’esistenza di discriminazioni ed emette un parere motivato nel quale indica gli specifici profili delle violazioni riscontrate;